migliorare l'autostima

L’autostima è definita come la stima che un individuo ha nei confronti di sé stesso. È quindi l’insieme dei giudizi e dei valori che la persona si auto attribuisce. Chi ha un’autostima instabile tende a soffrire ed è per questo che molti si chiedono come si può fare per migliorare l’autostima.

L’autostima è un importante parte del sé che guida il benessere e il comportamento della persona. È un concetto che ha a che vedere non solo con l’immagine di sé ma anche col proprio “ego”.

A volte può succedere che per mantenere o migliorare l’autostima e la fiducia in sé stessi, la motivazione e la spinta interna, le persone vedano le loro caratteristiche in modo più positivo di quanto è in realtà. Questo permette alla persona di non autodistruggersi. Vedere quelle caratteristiche negative di sé potrebbe infatti portare ad una rottura intollerabile.

Da cosa dipende l’autostima

La percezione di sé per alcune teorie dipende dalla memoria e dall’interpretazione dei ricordi. Ciò significa che le prime esperienze del bambino e come le interpreta sono la chiave per la costruzione di un’identità e al tempo stesso della stima che si ha in sé stessi.

Persone con alta autostima: le persone che stimano sé stesse sembra ricordino di più i successi e li interpretino più positivamente rispetto alle persone con bassa autostima.

Individui con bassa autostima: le persone che hanno meno stima in sé stessi ricordano di più i fallimenti e li interpretano in maniera più negativa, rispetto alle persone con alta autostima.

Persone con bassa autostima

Queste persone tendono ad avere visioni autodistruttive e un forte grado di insicurezza. Questi fattori li portano alle volte a comportamenti apparentemente irrazionali, ma che in realtà nascondono motivazioni molto importanti. Le valutazioni che la persona dà a sé stessa sono coerenti col proprio vissuto.

Anche individui con alta autostima possono presentare comportamenti difensivi o reattivi quando si tratta di difendere la loro visione di sé stessi.

La differenza sta quindi nel fatto che anche se due individui hanno lo stesso grado di autostima, la differenza sta in come reagiscono alle situazioni stressanti e alle minacce alla loro autostima. Lo fanno attraverso:

  1. Comportamenti difensivi dell’ego: una persona può reagire difendendo in modo estremo la propria immagine positiva, evitando di ammettere gli errori o di affrontare le critiche. Oppure le può accettare e poi rialzarsi.
  2. Lavoratori iperattivi: ci sono persone che mantengono alta la loro autostima attraverso comportamenti iperattivi a lavoro. Questo gli permette di dimostrare il loro valore e la loro competenza.
  3. Fragilità: sono gli individui che nonostante la loro alta autostima possono essere comunque suscettibili a critiche o insulti anche lievi.

Tutte queste modalità di comportamento fanno capire come l’importante non sia l’alta o bassa autostima ma la fragilità di essa. Questo fenomeno è chiamato “fragilità dell’alto sé”, ovvero quelle persone che nonostante l’alta autostima sono sensibili a minacce e hanno reazioni che apparentemente sono eccessive o comunque difensive.

In queste persone è importante stare attenti non ai piccoli disequilibri ma ai fattori più impattanti che potrebbero non permettere all’individuo di ritornare al suo stato di equilibrio.

Autosabotaggio

Le persone con bassa autostima al contempo attuano invece azioni di autosabotaggio. Più il successo che si vuole raggiungere è importante, minore sarà lo sforzo che queste persone ci metteranno. Assurdo no? eppure la logica c’è. Queste persone partono dal presupposto di non avere le capacità che servono a raggiungere quell’obbiettivo. Quindi nella loro mente non ha senso sforzarsi per un obbiettivo che tanto non raggiungerò in qualunque caso.

Aumentare la propria autostima: di solito le persone con l’autostima fragile tendono a mettere più sforzi per aumentarli quando per assurdo pensano che le loro capacità siano diminuite.

A volte è proprio la sensazione di non sentirci abbastanza a portare all’autosabotaggio (vedi “la sindrome dell’impostore“).

Come migliorare l’autostima

L’autostima si migliora attraverso strategie di memoria per migliorare l’affetto e con la consapevolezza degli effetti a lungo termini delle esperienza traumatiche brevi e la consapevolezza delle proprie scelte distorte a causa dell’evitamento di minacce per la propria autostima.

Le strategie di memoria per migliorare l’autostima

Le strategie di memoria possono influenzare positivamente i nostri sentimenti e aiutarci a ricorda maggiori esperienze piacevoli ed emozioni positive. Queste strategie sono:

  1. Ricordare i successi passati: riflettere su realizzazioni personali/professionale
  2. Focalizzarsi sui successi: metterci energia e sforzo per concentrarsi sui successi e sugli aspetti positivi della propria vita può contribuire a costruire un’immagine di sé più positiva.
  3. Ripetizione positiva: ripetizione di pensieri positivi o affermazioni positive
  4. Registrare i successi: scrivere su un quaderno i propri successi può rafforzare la fiducia in sé stessi. Può servire anche come costante promemoria delle proprie capacità e successi.
  5. Associazione di emozioni positive: stare nell’emozione positiva e ricordare l’emozione positiva durante l’esperienza di successo aiuta ad associare la gratificazione al successo e quindi contribuisce nella motivazione intrinseca.
  6. Risposta alle sfide: è importante rispondere in modo costruttivo alle sfide. Per farlo si possono ricordare situazioni in cui la sfida è stata superata e in questo modo aumentare la fiducia nelle proprie capacità e guardare con più positività alle prospettive future.

Le strategie di memoria possono quindi fungere da valido aiuto per migliorare l’autostima e per una visione di sé maggiormente positiva e stabile oltre a migliorare lo stato emotivo.

Mood congruent memory

Può essere la percezione di sé influenzata dall’umore? Secondo la teoria del “mood congruent memory” sembrerebbe di sì. Questa teoria ha infatti dimostrato che ricordiamo meglio le informazioni congruenti con il nostro umore attuale. Se siano felici ricordiamo momenti felici e se siamo tristi ricordiamo episodi più tristi. Allo stesso tempo sembra che se abbiamo bassa autostima ricordiamo maggiormente i nostri insuccessi e fallimenti. L’equilibrio dell’autostima potrebbe quindi dipendere anche dalla stabilità del nostro umore rispetto alle esperienze passate.

10 modi per migliorare l’autostima

  1. Fare una lista dei propri bisogni: alle volte finiamo ad avere un’autostima fragile solo perché non ci ascoltiamo. Ognuno di noi ha dei bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti per stare bene. Questi bisogni possono essere: cura del corpo, dare/ricevere attenzione, avere degli obbiettivi, seguire le passioni, avere intimità e connessione con gli altri, senso di sicurezza e protezione e il riconoscimento da parte degli altri.
  2. Lavorare sul concetto di perfezione: molte volte la bassa autostima può essere aggravata da ideali impossibili da raggiungere e che noi stessi ci imponiamo. L’essere umano è bello anche nelle sue imperfezioni. Bisogna per prima cosa accettarci così come siamo e in seguito lavorare per smussare gli angoli. Ma finché non sappiamo come siamo e ci basiamo solo dall’immagine che gli altri hanno di noi, non potremmo mai lavorare su noi stessi. Dobbiamo capire ciò che fa parte di noi e ciò che è solo imposta dal contesto.
  3. Non basare la propria autostima su ciò che dice l’altro: è importante capire chi siamo e chi vogliamo essere. L’autostima proviene dalla concezione che noi abbiamo di noi stessi non da quella che gli altri hanno su di noi. Rispondi a questa domanda: secondo te chi ti conosce meglio? Te stessa o l’amica che ti critica.
  4. Accettare sé stessi vedendoci per come siamo in realtà: a volte ci comportiamo per come gli altri vogliono che ci comportiamo. Lo facciamo fino a snaturarci, a volte per accontentare l’altro, a volte perché vogliamo essere accettati e a volte perché abbiamo imparato che si fa così ed essere noi stessi porta a conseguenze negative. Sono questi meccanismi che poi ci portano a frequentare persone che apprezzano l’apparenza e non chi siamo in realtà ed è questo che ci porta a vederci in un altro modo e a diventare degli sconosciuti anche per noi stessi.
  5. Parlarci con dolcezza e comprensione: siamo il peggior giudice di noi stessi. Non ci sono parole più vere. Abbiamo così confidenza con noi stessi che ci dimentichiamo del nostro lato vulnerabile e di avere quella comprensione che invece riserviamo agli altri. pensiamo di non meritarla. Forse perché qualcuno ci ha detto che non la meritavamo e noi ce ne siamo convinti. L’importante è però riconoscere che abbiamo bisogno di dolcezza e accettazione. Parlati come se parlassi ad un tuo amico in difficoltà.
  6. Circondarsi di persone che ci apprezzano veramente per chi siamo: Se noi per primi ci inizieremo a parlare con dolcezza allora inizieranno a farlo anche gli altri. o comunque potremmo apprezzare e circondarci di persone che veramente ci apprezzano e ci trattano come persone di valore quali siamo. Queste persone non lo faranno per farci contenti ma perché sinceramente apprezzano la nostra persona, con le nostre fragilità e le nostre qualità.
  7. Prendersi cura di sé stessi: amarsi significa anche pendersi cura di sé. Fatti una maschera per capelli o per il viso, regalati quell’ingresso alle terme che tanto volevi, fatti una carezza da sola, ascolta la musica che tanto ti piace, balla, insomma fai tutto ciò che ti fa stare bene e fallo solo per te stessa.
  8. Coltiva i tuoi interessi e passioni: non rinunciare a fare ciò che ti piace. I tuoi interessi e le tue passioni sono la chiave della tua vitalità sono ciò che accende la fiamma che hai dentro, quella motivazione a vivere. Se l’hai persa la ritroverai seguendo quello che ti piace.
  9. Impara a vedere le critiche con giudizio: le critiche certo hanno un certo impatto su di noi, ma perché dare così importanza ad una critica. La persona che più ci conosce siamo noi stessi. Se a quella critica noi non ci crediamo possiamo decidere di approfondirla con quella persona e provare a lavorarci se la riteniamo fondata. Se invece è un giudizio lontano dal modo in cui noi ci vediamo forse quella critica non dovrebbe avere così valore per noi.
  10. Fai un elenco di almeno 3 cose che hai fatto di positivo durante la giornata

Bibliografia

Scierri, I. D. M., Toti, G., & Trapani, G. (2019). Didattica attiva e orientamento narrativo: un approccio integrato per favorire autostima, autoefficacia e resilienza. Ricerche di Pedagogia e Didattica. Journal of Theories and Research in Education14(1), 193-220.

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2 commenti su “10 modi per migliorare l’autostima”

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