silenzio punitivo come affrontarlo

Il silenzio punitivo: cos’è e come affrontarlo? Vi è mai capitato di fare un litigio dove l’altro ignora completamente quello che avete da dire stando in silenzio? Se siete mai state/i in questa situazione allora probabilmente avete subito il cosiddetto “trattamento del silenzio”, l’interlocutore sta comunicando con voi attraverso il silenzio. In particolare, vi sta comunicando la sua aggressività in maniera passiva.

La parte più frustrante è l’impotenza che provoca in voi che non ricevete una risposta. Questo tipo di strategia può rientrare negli abusi emotivi dove lo scopo è controllare, punire o rendere impotente chi sta di fronte. Con il solo silenzio la persona può far provare all’interlocutore sentimenti di confusione, dubbi o sensi di colpa, ma anche disprezzo, disapprovazione e forti sentimenti di frustrazione e rabbia dovuti all’impotenza. Non sempre però è abuso emotivo…

Il silenzio punitivo capire come funziona per capire come affrontarlo

La rabbia è normale soprattutto dopo un litigio e magari qualcuno ha bisogno di più tempo per elaborare la situazione. Un consiglio per queste persone è di comunicare al partner che hanno bisogno di un po’ di tempo per pensare o per sbollire. A volte il silenzio viene anche usato in maniera funzionale, magari in quei casi in cui si cerca di limitare la propria impulsività o in quei casi in cui si fa fatica appunto a gestire la grandezza di emozioni, ma queste situazioni vanno sempre comunicate al partner per poter far si che lui comprenda e rispetti i nostri spazi.

Tuttavia, molte volte il trattamento del silenzio può esprimersi in maniera diversa a seconda dello scopo:

  • Scopo: manipolatorio e punitivo per indurti a fare ciò che voglio io perché ciò che vuoi tu non è accettabile
  • Scopo: dopo una lite abuso emotivo per indurti a scusarti. In questo caso lo scopo è punirti e farti sentire inferiore perché tu lo hai ferito
  • Scopo: senza ragione. Fa parte di una dinamica disfunzionale appresa e che non ha a che fare con una motivazione esterna. Sono tipiche di quelle persone che di punto in bianco non parlano più e ti dicono che dovresti sapere perché non lo fanno.
  • Scopo: selettivo in argomenti specifici. Trattamento manipolativo nei confronti della vittima che si sentirà inadeguata, ma solo rispetto a determinati argomenti.

Perché si usa il silenzio

  • Ci si sente vittima dell’altro
  • Ci si sente feriti dall’altro
  • Ci si sente di aver ragione e si vuole che l’altro si scusi
  • Si vuole portare l’altro a dire che ho ragione
  • Per evitare un argomento

Sia che sia usato in modo da sembrare la vittima o in modo da dominare sempre di manipolazione si tratta ed è sempre un modo di deresponsabilizzarsi.

Chi abusa di questo comportamento non lo fa come dice perché è arrabbiato. Lui/lei è consapevole che con quel comportamento riuscirà a manipolarti. È una strategia che attua in modo consapevole.

Il silenzio punitivo come affrontarlo

Per interrompere il ciclo del trattamento del silenzio è importante capire che la persona che lo attua si sente in difetto e lo attua per ristabilire l’equilibrio. Quindi questa persona si sentirà meglio se tu starai peggio. Se tu comunichi e ti continui a vedere davanti un muro è ovvio che starai male e ti sentirai frustrato/a ed è quello che si aspetta.

Quello che lui/lei vogliono vedere è la tua debolezza. Ma se quel silenzio ti fosse indifferente? Se ti mostri indifferente lui non otterrà più quella soddisfazione che cerca. La tua indifferenza comunicherà. Per farlo puoi iniziare a prendere atto dei meccanismi in atto e riflettere sul male che ti sta facendo questa persona. Puoi anche accompagnare il distacco da messaggi unidirezionali che non comportano la sua risposta. Il trattamento del silenzio è un segnale di immaturità emotiva: se vuoi puoi fare il test cliccando sul link: test maturità emotiva.

Quando succederà di nuovo invece che cercare ogni possibile risposta per far si che cessi è importante analizzare la natura dell’abuso emotivo. È importante che ti allontani fisicamente o emotivamente da chi ti sta abusando. Chi abusa con il silenzio infatti può essere che lo faccia in modo sottile anche in altri aspetti. Se i silenzi influenzano molto la tua salute mentale è importante prendere le distanze da questa persona. Non vale la pena stare male per una  persona che sta cercando di manipolarti.

Perché il silenzio fa male?

Il silenzio crea insicurezza e porta a pensieri come “forse ho sbagliato, forse …” e porta soprattutto ad avere conseguenze negative sulla propria autostima.

Una persona che attua questo tipo di comportamento può essere che interrompa il suo silenzio unicamente per dirvi che quello che dite non è importante e che quello che non ha neanche tempo sprecare energie per ascoltarti né per risponderti.

Evitare il confronto e la comunicazione è tipico di chi non ha abbastanza maturità emotiva per gestire le emozioni che prova durante la discussione.

Provare a non insistere di fronte al silenzio è un modo per non giudicarlo e allo stesso modo per far si che la sua strategia non funzioni.

La lontananza serve anche per far rendere conto che c’è bisogno di una comunicazione, perché lui stesso ne sentirà la necessità. Prova a riprendere la comunicazione quando vedi le cose si sono un po’ calmate.

‍Bibliografia

Agostini M. (2019). Aggressione con il silenzio: quando qualcuno smette di parlare con te, guida psicologi. Available at: https://www.guidapsicologi.it/articoli/aggressione-con-il-silenzio-quando-qualcuno-smette-di-parlare-con-te

Brandolini S. (2021). Il silenzio punitivo, Susanna Brandolini. Available at: https://www.susannabrandolini.it/2021/10/21/il-silenzio-punitivo/

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