Fobia

La fobia è una irrazionale e persistente paura di situazioni, oggetti, animali o persone. Nella maggior parte dei casi queste paure non limitano la vita della persona, ma nel caso di altre fobie come quella di uscire di casa, può diventare limitante.

Alla vista dell’oggetto/situazione… la persona prova vere e proprie sensazioni di terrore e di ansia anche anticipatoria. Queste emozioni sono però sproporzionate al pericolo reale e per questo viene definita fobia e non normale paura.

Alcune fobie molto comuni sono per esempio la fobia dell’altitudine, di animali pericolosi o siringhe. Altre però più specifiche sono invece specifiche e irrazionali come la paura per alcune tonalità di colore o suoni e può anche provocare vergogna per la loro paura nelle persone che ne soffrono.

Diagnosi fobia specifica

  • Associazione costante tra oggetto e l’immediata sensazione di paura o ansia
  • L’oggetto viene sempre evitato
  • La paura e l’ansia sono sproporzionate rispetto al pericolo
  • La paura e l’ansia sono sempre presenti e durano per più di 6 mesi
  • Queste emozioni provocano problemi nel funzionamento lavorativo e scolastico
  • Si devono escludere altri disturbi: panico, agorafobia, ossessivo-compulsivo, stress post-traumatico ansia da separazione o ansia sociale.

Sintomi

  • Attivazione fisiologica (sistema nervoso simpatico)
  • Palpitazione
  • Tremori
  • Agitazione
  • Aumento della frequenza del respiro
  • Bocca secca
  • Nodo allo stomaco
  • Abbassamento pressione sanguigna
  • Decelerazione del battito cardiaco
  • Mancamenti o svenimenti

Fattori di rischio

  • Persone ansiose
  • Abusi (fisici o sessuali)
  • Familiari che soffrono di fobie

Terapia

  • Psicoterapia
  • Farmaci (benzodiazepine e antidepressivi)
  • Entrambi

Un trattamento molto efficace è la psicoterapia cognitivo comportamentale. Dato il meccanismo fobico, ovvero l’associazione tra stimolo neutro (cane) alla risposta condizionata (paura), i cognitivisti hanno ideato dei trattamenti che si basano proprio su questo meccanismo di associazione. Questi meccanismi sono meglio spiegati dal condizionamento classico e dalle teorie di bandura. Per esempio, un trattamento molto utilizzato è l’esposizione graduale agli stimoli. Infatti, se noi esponiamo gradualmente la persona, per esempio, prima a immagini di cani, poi a cani piccoli al guinzaglio, poi a cani piccoli al guinzaglio e poi a cani grandi, vedremo un miglioramento nella sua risposta. Questo perché avremo allenato la sua tolleranza allo stimolo (desensibilizzazione) e inoltre avremmo aiutato la persona ad associare il cane ad una mancanza di pericolo.

Secondo invece altre teorie psicodinamiche la fobia deriverebbe da una rimozione dei contenuti inconsci, che, quando si manifestano portano l’individuo ad evitare l’oggetto che gli riporta alla mente ciò che avevano eliminato. In pratica le emozioni risposte in un evento traumatico e difficile da elaborare vengono spostate su un altro oggetto più tollerabile. Secondo queste teorie la rimozione di un desiderio inaccettabile (es. complesso di edipo), provocherebbe una negazione del problema interno, che verrebbe invece proiettato su un oggetto simbolico del mondo esterno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *