neurobiologia delle emozioni

Neurobiologia dell’ansia: tutti gli esseri umani ma anche tutti i mammiferi hanno due meccanismi molto importanti per la sopravvivenza ovvero: l’ansia e la paura. La loro funzione è di mettere in allerta in risposta ad uno stimolo pericoloso. Vi sono però delle basi neurobiologiche alla base dell’ansia e della paura e che comportano tutta una serie di cambiamenti fisiologici nel nostro organismo.

Sono infatti queste basi neurobiologiche che influiscono a sviluppare l’ansia come patologia o come processo funzionale. L’ansia è un normale meccanismo dell’organismo, tuttavia se estrema può essere molto debilitante e influenzare la vita quotidiana.

Neurobiologia dell’ansia

Secondo Bliss-Moreau, la paura e l’ansia derivano dall’attivazione di reti neurali responsabili di funzioni come: sopravvivenza, regolazione, generazione di inferenze/previsioni e l’utilizzo delle percezioni per orientarci nell’ambiente. La rete celebrale si attiva dopo l’elaborazione dei segnali provenienti dal corpo e servono a regolare l’attivazione fisiologica in modo predittivo. Questa rete è chiamata rete di enterocezione-allostatica.

Neurobiologia dell’ansia: rete di enterocezione-allostatica

È composta dalle

  • regioni dell’insula posteriori, le quali si occupano dell’integrazione sensomotoria
  • la corteccia enterocettiva primaria situata nelle regioni granulari dell’insula (dorsale e medio-posteriore)
  • regioni viscero-motorie agranulari/disgranulari della corteccia cingolata anteriore e dell’insula anteriore
  • amigdala (funzioni viscero-motorie)
  • i nuclei sottocorticali e del tronco encefalico: ricezione di informazioni dalla periferia

Le evidenze scientifiche portano a pensare che l’elaborazione delle minacce non è funzione di un unico circuito celebrale, ma da sistemi parzialmente indipendenti. I circuiti che consentono di provare paura e ansia sono distribuiti in tutto il cervello. Per questo motivo anche se un’area non è direttamente collegata all’emozione, può comunque svolgere un ruolo critico nell’elaborazione e nel filtraggio delle informazioni. Questo porta le persone a provare ansia in contesti ambigui o ad avere risposte estreme.

Nella paura e nelle emozioni correlate sembrerebbero essere coinvolti l’amigdala, il PAG e il nucleo rapè dorsale.

Neurobiologia dell’ansia: aree celebrali e processi che contribuiscono allo sviluppo dell’ansia

  1. amigdala: attiva costantemente durante la risposta ansiosa
  2. lobi temporali: regolatori dell’espressione sintomatologica dell’ansia
  3. corteccia prefrontale: coinvolta nella regolazione dell’espressione dell’ansia
  4. corteccia orbito-frontale: coinvolta nella regolazione dell’ansia
  5. altre aree che potrebbero essere coinvolte: corteccia visiva, uditiva e motoria
  6. amigdala, nucleo letto della stria terminale, ippocampo e cingolo anteriore: sono responsabili di tratti di personalità come nevroticismo e ad una maggiore sensibilità all’ansia
  7. neurotrasmettitori: la serotonina e il GABA sono legati al funzionamento delle aree celebrali coinvolte nell’ansia
  8. Asse ipotalamo-ipofisi-surrene: circuito neurale importante per la paura e l’ansia

Fattori di rischio

  1. Esperienza traumatiche: età di insorgenza, durata, intensità delle esperienze possono determinare la gravità e la durata dell’ansia
  2. Supporto e intervento: gli interventi e anche l’autosostegno possono fortemente influenzare lo sviluppo dell’ansia
  3. Fattori cognitivi e interpersonali: la sensibilità alle minacce e lo stile di attaccamento possono influire in maniera consistente sullo sviluppo della patologia

Predisposizione all’ansia

  1. Tendenze cognitive: meccanismi di elaborazione delle informazioni (come si interpretano, valutano, che aspettative si hanno e l’attenzione)
  2. Stati difensivi e risposte fisiologiche: possibili disfunzioni come disconnessioni sinaptiche o iper/ipo-connettività.
  3. Tendenza all’evitamento: evitamento degli stimoli che possono o potrebbero essere una minaccia
  4. Intolleranza dell’incertezza: questo alimenta pensieri negativi persistenti (preoccupazione o rumore mentale).

Aree implicate nell’anticipazione di minacce

  1. Regioni frontocorticali: maggiore attivazione in presenza di minaccia incerta
    1. Midcingolato (MCC)
    2. Insula anteriore (AI)
    3. Corteccia prefrontale dorsolaterale (dlPFC/FP)
  2. Amigdala: maggiore attivazione in presenza di minaccia incerta/certa
    1. Nucleo centrale
    2. Letto nucleare della stria terminale (BST)
  3. Grigio periaqueduttale (PAG): coinvolta nell’attivazione in presenza di minaccia incerta/certa

Neurobiologia dell’ansia: ci sono meccanismi simili tra ansia e ansia patologica?

Le aree celebrali che vengono attivate sia nel caso dell’ansia patologica sia nell’ansia indotta sono

  • Corteccia cingolata anteriore
  • Corteccia prefrontale mediale
  • Insula
  • Sostanza grigia periacqueduttale

Attivazione dell’insula: questa regione ha la funzione di consapevolezza interocepitiva. In parole più semplici è responsabile delle sensazioni interne del corpo. Essendo attivata sia nell’ansia patologica che in quella indotta da una minaccia reale, possiamo inferire che sia associata a risposte emotive e corporee legate all’ansia.

Attivazione celebrale nei differenti disturbi d’ansia

  • Maggiore attivazione: fobia specifica
  • Minore attivazione: ansia generalizzata

In particolare, vi sono sovrapposizioni di attivazioni tra l’ansia specifica, disturbi da attacchi di panico e il PTSD. Mentre, le aree attivate nell’ansia generalizzata coincidono meno con quelle dell’ansia indotta. L’ansia indotta può dunque essere d’aiuto per lo studio anche di alcuni disturbi d’ansia ma non di tutti.

Conclusione

Possiamo quindi affermare che l’ansia è un meccanismo molto complesso che attiva e coinvolge molte aree celebrali diverse fra loro. Questo succede a causa della necessità di valutare lo stimolo prima di iniziare l’attivazione fisiologica.

Abbiamo anche visto le differenze di attivazione tra i diversi tipi di ansia e da come alcune regione siano maggiormente implicate nell’ansia indotta e quali invece sono attive nei diversi disturbi d’ansia. Questo ci permette di capire come le differenze proprio a livello celebrale possano influenzare la nostra reazione agli stimoli e come proprio le nostre differenze individuali possano indurci a valutazioni della minaccia esagerate, ma soprattutto possono favorire lo sviluppo di una psicopatologia.

Per questo motivo è necessario rivolgersi ad esperti del settore quando si soffre di disturbi d’ansia e quando essi intaccano la nostra vita quotidiana.

Bibliografia

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